Insegnare il futuro, insegnare è futuro!

Insegnare il futuro, insegnare è futuro!

4 Marzo 2019 Off Di amministratore
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Sono Maria Paola e voglio raccontarvi la mia, seppur breve, intensa esperienza da Insegnante di Storia dell’Arte (classe A054) nella Scuola secondaria di secondo grado.

Ho iniziato la professione di insegnante dopo aver completato gli studi e aver approfondito principalmente le tematiche della conservazione, restauro e valorizzazione del Patrimonio culturale in ambito universitario nazionale ed internazionale. Il mio ingresso nel mondo della scuola è da leggere come una sfida, infatti, il mio intento era, ed è tutt’oggi, quello di trasmettere l’amore e la passione per il nostro territorio insegnando il pieno rispetto di ciò che ci circonda ossia le testimonianze della nostra storia.

Da questa premessa inizia il mio impegno nella scuola; una scuola fatta di precarietà. A distanza di qualche anno dal mio esordio mi chiedo: come posso dare un metodo ai miei studenti? Come posso farli crescere? Come posso trasmettere l’amore per le cose belle? Come posso progettare un percorso quando ho il tempo esclusivamente per spiegare qualche pagina di libro di testo e raccogliere qualche voto per la pagella? Il mondo del precariato, infatti, è un mondo che si basa su tempi veloci e con poca possibilità di programmazione. Gli insegnanti supplenti vengono chiamati, se tutto va bene, a metà ottobre, un mese dopo l’inizio della scuola con possibili sostituzioni per rispettare gli aggiornamenti delle graduatorie; i contratti vengono stipulati fino al termine delle lezioni o fino al 30 giugno, per la maggior parte dei casi. Con questa organizzazione l’insegnante non è in grado di poter stendere con largo anticipo il suo programma, perché viene a conoscenza del nome della scuola, e quindi la tipologia nella quale prenderà servizio, solo con 24 ore di preavviso e, sicuramente, non può progettare nulla a lungo termine perché non sa quale sarà il suo destino l’anno successivo.

Il docente, ricordiamolo, non è solo colui che trasmette delle nozioni, ma è colui che instaura con i propri discenti un rapporto di collaborazione e di fiducia e li aiuta a crescere come uomini e donne pronti ad affrontare le nuove opportunità che il mondo offre loro.

Il mio impegno in questo sindacato vuole essere quello di dare voce alla categoria degli insegnanti, che spesso si sentono lasciati ai margini dalla politica e dalla società, perché sono proprio gli insegnanti che hanno un ruolo fondamentale nella crescita e nell’educazione dei giovani e giovanissimi che saranno i protagonisti del domani.